“La dedicazione della chiesa a Santa Caterina da Siena si deve ad un voto dell’Arcivescovo Mons. Giuseppe Maria Addazi, domenicano.
Egli, eletto Arcivescovo delle tre diocesi Trani – Barletta – Bisceglie e devoto alla santa domenicana, promise alla santa di dedicare a lei la prima chiesa che si sarebbe realizzata durante il suo ministero episcopale. La zona in cui è stata costruita la chiesa dedicata a Santa Caterina da Siena volgarmente si denominava la Cittadella, zona orfana pastoralmente e distante oltre 1 km dalla città; unica strada di accesso era via Fragata che iniziava da via Porto.
Naturalmente distava molto dalla chiesa della Misericordia (in cui rientrava come territorio parrocchiale). Era costituita da modeste abitazioni di agricoltori e di pescatori.
Chi pensò a comprare, a proprie spese, un terreno con la speranza di costruirvi una chiesa fu il rettore del Seminario diocesano Mons. Cataldo Tota; tale terreno era ubicato in via Ricasoli.
Un ricordo particolare va ai primi assistenti don Francesco Tattoli, padre spirituale del Seminario e don Marino Albrizio, vice parroco della parrocchia della Misericordia.
Il 23 maggio 1951 Mons. Giuseppe Maria Addazi nominò per l’assistenza spirituale in Cittadella il sac. Michele Cafagna, vice-rettore, economo ed insegnante del Seminario.


Una chiesa nella zona della Cittadella era un desiderio di tutti gli abitanti; numerose lettere furono spedite in tante parti, anche al Santo Padre che inviò tramite l’Arcivescovo Lire 200.000.
E mentre si pensava di erigere una chiesa prefabbricata sul terreno di via Ricasoli, il Sindaco del tempo, Dott. Umberto Paternostro, consigliò di costruire la futura chiesa in una zona più centrata, su di un terreno dell’Istituto delle Case Popolari.
Il 10 luglio 1951, con un gruppo di disoccupati fu fatto lo scavo perimetrale della futura chiesa.
Mediante i cantieri-scuola concessi dal Ministero dei Lavori Pubblici al Comune, si proseguì per dare lavoro ai disoccupati e si realizzò Corso Umberto, Via della Repubblica, e Via Mercadante, data le precarietà delle strade che collegavano il quartiere al resto della città.
Le pietre che si ricavarono dallo scavo di dette strade venivano portate sul terreno su cui doveva essere costruita la nuova chiesa: alcune venivano macinate ed altre riservate per la chiesa.
Dopo diverse sollecitazioni, finalmente verso la fine di novembre del 1951 fu comunicato al sac. don Michele Cafagna da parte del Sindaco che i lavori per la costruzione della chiesa sarebbero iniziati il 3 dicembre dello stesso anno.
La benedizione della prima pietra, con la partecipazione delle autorità civili e religiose, fu stabilita il 16 dicembre 1951; fu impartito il Sacramento della Cresima a circa 30 giovani.
Fu presente anche don Pasquale Uva che consigliava al giovane sacerdote don Michele l’erezione di una grande chiesa, perché diceva che la zona si sarebbe popolata di tante abitazioni.
La direzione dei lavori fu affidata all’ingegnere Dott. Vito Cassanelli, ex seminarista, appena laureatosi. Egli accettò come primo lavoro la costruzione della chiesa e dedicò tutta la sua prima opera gratuitamente.
Con le varie offerte, con i 3 milioni di Lire ottenuti dal Ministero Fondo Culto si poté comprare il materiale di costruzione: dalla cementeria di Barletta giunsero, con un treno merci, oltre 300 q di cemento.
Era molto difficile avere il cemento dopo la guerra, ma ciò fu possibile tramite amicizie nell'amministrazione della cementeria, essendo stato don Michele Cafagna per alcuni mesi vice-parroco nella Cattedrale di Barletta.
La sola chiesa fu ultimata il 23 maggio 1953 e in questa data fu benedetto e consacrato l’altare.
In tale data si nominò Rettore di detta chiesa don Michele Cafagna.


Nei mesi successivi si realizzarono alcuni locali in piano terra e ad ottobre del 1953 fu avviata la prima scuola materna.
L’11 febbraio 1954 si elevò la rettoria di Santa Caterina da Siena a parrocchia.
L'Arcivescovo voleva affidare la parrocchia di Santa Caterina ai padri domenicani, i quali però fecero sapere allo stesso di non poter accettare la sua offerta, data la povertà della nuova parrocchia.
Così l'Arcivescovo nominò primo parroco della chiesa di Santa Caterina il sacerdote don Michele Cafagna.
Tutto il restante del fabbricato esistente fu realizzato in vari tempi.
Alla scuola materna si unì il dopo-scuola per gli adulti, un laboratorio di maglieria con tutte le macchine da lavoro, un ricovero di bambini orfani fu istituito per alcuni anni per casi urgenti (in seguito il Tribunale dei Minori di Bari provvide a dare a tutti una regolare sistemazione), furono istituiti corsi professionali di taglio e cucito da parte di ENAIP, agli assistiti fu data una refezione calda mediante l’assistenza data dagli Aiuti Internazionali (A.A.I.).
Per tutte le iniziative realizzate il ricavato servì per costruire in tempi diversi tutti gli altri locali utilizzati per le attività pastorali.
Ristrutturata la cucina ed il refettorio è desiderio del parroco don Michele Cafagna metterli a disposizione dell’attività pastorale della Diocesi o per urgenze caritatevoli."
[Notizie storiche della parrocchia di Santa Caterina da Siena in Bisceglie tratte da uno scritto di don Michele Cafagna, risalente al 23 maggio del 1994]
Oggi quell'intero complesso, costruito in tanti anni e con tante fatiche, non c'è più; è stato sostituito dalla nuova struttura, anch'essa edificata con il sacrificio di tutta la comunità parrocchiale e non solo.
Una struttura che soddisfa le esigenze richieste dal crescente numero dei fedeli, che nel corso degli anni si sono moltiplicati, proprio come don Pasquale Uva aveva preannunciato al caro don Michele Cafagna.




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